Mese: agosto 2014

Hugo Gatti, il portiere loco

La ricetta è di quelle semplici.

Prendi una faccia da pellerossa. Tirata, dura, rugosa. 

Prendi una testa matta. La testa di uno di quelli che al loro posto proprio non ci sanno stare. 

Prendi un corpo agile, veloce, leggero, scattante. 

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Unisci il tutto è avrai Hugo Orlando Gatti. Uno dei più grandi portieri della storia dell’Argentina. Uno che vanta 775 presenze nella Primera divisione, record finora imbattuto. 

Capigliatura folta, che teneva unita con una vistosa fascia in testa. Colori quasi sempre sgargianti. Pantaloncini quasi calati. 

E un soprannome che parla per lui: el loco. Il pazzo. 

Perchè uno così, uno con quella faccia e quel modo di giocare, non si poteva chiamare diversamente.

Gatti da quando è piccolo è un bambino irrequieto. In classe non c’è verso di farlo stare seduto, dietro al banco. A casa di fare i compiti non se ne parla. El loco schizza via sempre, salta, corre. Seduto e fermo proprio non ci sa stare. E così sarà per tutta la sua vita e per tutta la sua carriera. 

Quando inizia a giocare nell’Atlanta tutti si stupiscono di questo portiere pazzo che in porta non c’era mai. Gatti infatti gioca fuori area, a centrocampo, sulla fascia. Di vederlo tra i pali non se ne parla. Corre, tira, imposta. E vabbè qualche volta si concede anche il lusso di parare qualche tiro. Perchè uno che conta più di 700 presenze nella serie argentina e che negli anni settanta era titolare inamovibile dell’Albiceleste, qualche dote da portiere, da grande portiere, ce la deve avere. 

Ma non è tra i pali che Gatti dà il meglio di sè. Come accadde il Boca Juniors – Estudiantes de La Plata, nel 1981. Gli avversari ripartono veloci in contropiede, el loco capisce prima degli altri il passaggio dell’attaccante, esce dall’area per intercettare il pallone, ci riesce e lascia partire un lancio lunghissimo verso il compagno Perotti che si invola verso la rete e segna. Sarà l’unico gol di quella partita. 

Un pazzo in campo e fuori. Come quando nella partita contro gli Argentinos si trovò di fronte un ventenne quasi sconosciuto ma che già iniziava a parlare di se. Quel giovane si chiamava Diego Armando Maradona. Gatti fu sintetico: “Sei un barilotto grassottello, non potrai mai segnarmi”. L’Argentinos vinse 5 a 3. Maradona ne segnò 4. 

Un pazzo anche quando nel superclassico tra River Plate e Boca, provocò a tal punto la tifoseria avversaria che dagli spalti piovve di tutto. Anche una scopa. Per el loco fu semplice: prese la scopa e iniziò a spazzare l’area di rigore. Dani Alves e la banana sono arrivati in ritardo di 30 anni. 

Oggi 19 agosto el loco Gatti compie 70. 

Auguri ad uno dei portieri più pazzi e più forti di sempre. 

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